Imperdibile Toppi
intervista, riproposta, autore
Ancora per più di due mesi potete fare pellegrinaggio a Pordenone e vedere la grande mostra dedicata a Sergio Toppi. Prima di fare un reportage sulla mostra (ma troverete tanti video sui social del Palazzo del Fumetto), rileggiamo l’intervista concessa a Scuola di Fumetto sul n.3 di Scuola di Fumetto, 2003, Coniglio editore.
Ecco l’intero articolo anche se un po’ fatto a pezzi:
«Mi son guardato attorno per scoprire come facevano gli altri disegnatori che mi interessavano…
Battaglia, Pratt… guardavo le copertine di Crepax, quello che c’era di nuovo in quel momento».
Io amo i racconti inquietanti, quando nella realtà si inserisce qualcosa di anomalo….
Io non amo i mostri bavosi e digrignanti, piuttosto i racconti strani… Dino Buzzati per me è un maître à penser…»
Sei stato il primo a sfasciare la pagina.
Quando occorreva. Questa cosa viene etichettata, non ho nulla in contrario a usare le vignette e le sequenze; semplicemente ho provato a toglierle, non ci sono spiegazioni razionali: mi piaceva farlo. Mi piace la verticalità che non trovo nella gabbia classica…
L’AUTORE
L’autore unico lavora meglio?
L’autore ce scrive e disegna sa quali sono le sue possibilità, sa quello che…
Faccio un piccolo lay-out al momento, per studiare la composizione della pagina. Perché essendo così libera mi piace comporla bene, i palloncini che siano equilibrati (li faccio tondi apposta).
Devo avere la storia bene in testa, anche perché la sceneggiatura deve essere logca, anche se fai le cose con la più sfrenata immaginazione, devono stare in piedi, essere credibili e questa è forse la maggiore difficoltà delle sceneggiature.
Se non mi piace il disegno lo butto… rompo a pezzi molto piccoli, così anche mi sfogo…
Ad ogni storia il suo modo di raccontarla…
Pensi di aver influenzato degli autori?
Non so, quello che posso dire è che ho cercato di NON essere influenzato da molti, credo di essermi fatto uno stile abbastanza personale e spero che se qualcuno si ispira a me, lo faccia solo in fase formativa, di studio, all’inizio. Si impara guardando molto gli altri. Ma poi bisogna trovare la propria connotazione, una strada personale…
In effetti Anna Brandoli e Renato Queirolo raccontano che quando fecero il primo loro fumetto La Strega, Toppi lo ammirò, ma disse ad Anna, però non copiarmi più… (e lei così fece (in nota sotto La Strega e Rebecca)°
Toppi diceva che spesso usava un pennino per ogni tavola… lo distruggeva con la pressione…
E questi hanno tutto e lo usano poco…
Con questa frase chiudiamo la splendida intervista di più di 20 anni fa…
A presto, spero, con il reportage della mostra di Pordenone.
nota visuale Brandoli toppiana e non toppiana
Sotto: Rebecca
Per saperne di più su Brandoli e Queirolo, oltre ai libri pubblicati ora da Oblomov, su ComicOut: https://www.ascuoladifumetto-online.com/prodotto/corti-e-crudi/
e https://www.ascuoladifumetto-online.com/prodotto/il-mago-di-oz/
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