Nicole Claveloux
autrici, storia del fumetto, erotismo,
Giovedì prossimo (alle 10 all’Accademia) sarò a Bologna a parlare di Nicole Claveloux a A Occhi Aperti.
Chi sia Nicole Claveloux potresti non saperlo, e non lo sai se hai meno di 60 anni, probabilmente, e non sei francese.
Perciò se sei a Bologna o nei dintorni, giovedì, vieni e troverai anche la mostra:
Ne vale la pena. Dirò varie cose e anche gli altri. C’è molto da dire su Nicole Claveloux, ma soprattutto vai e guarda.
Eris ora ne comincia a pubblicare un libro, puoi anche leggerla, dunque, ma comincia a guardarla. Nonostante il suo segno sia strettamente legato ai testi, surreali e stranianti, a guardarla già capirai molto.
Poi se vuoi Puoi scoprire un mondo nel suo essenziale e meraviglioso sito ufficiale.
Delinquenza giovanile, per Libération
Quegli omini bambini in alto, ti guideranno in un grande delirio di quadri, di disegni pazzi, di libri e di un racconto della sua vita.
Nata nel 1940, già orfana di guerra, i quadri-illustrazioni che raccontano la sua infanzia sono un viaggio insospettabile, senza pietà e con molta ironia e mistero
(nel sito in Souvenirs).
Vi traduco del testo:
Atto 2: Il fantasma dell’abito di organza
Scena 1
Al Jardin du Rond-Point.
Zia Zulma: Andiamo a sederci, ho preso i biglietti per affittare delle sedie. Mi fanno male le gambe!
Signora Laurençon (che parla dall’appartamento di rue de Balzac): Alcune sono stanche fin dalla nascita! Potresti aiutarmi a pulire la stufa... Renditi utile, cicciona!
Zia Zulma (rossa in viso): COSA?
Orson (Welles): No! Non la faccia arrabbiare!
Nicole (conciliatoria): Quando ero piccola, venivo a giocare qui, al Jardin du Rond-Point, e chiedevo agli altri bambini: «Anche tu hai un vestito di organza?».
Signora Laurençon (da rue de Balzac): Bah! Era di plumetis!
Zia Zulma (sul punto di esplodere): Attenzione! Mi sto arrabbiando!
Coro dei girini (in un fosso): Ai ripari! Scappiamo!
Orson (cercando di distrarli): E se andassimo al cimitero di Saint-Roch a vedere le chiesette, a volte non sono chiuse...
Questione di stile
Claveloux guarda al passato, riprende la nascita del fumetto, il grottesco delle prime vignettesvizzere e tedesche…
…ma le unisce, con agile acrobazia, agli anni 60, quelli più sperimentali, e di certo guarda oltre la Manica… anche Yellow Submarine.
La sua è l’esplorazione di Alice, apre porte e scombina le stanze. Riconosciamo un’epoca in un’immagine, e subito dopo la vediamo squadernarsi in un delirio solo suo, fortemente suo.
È una veggente:
Questa copertina di Clarlie, è del 1979!
Guarda al passato, lo cita, ma soprattutto sperimenta le tendenze del suo tempo, pubblica da subito su Métal Hurlant e su Ah Nana! la sorella femminile di Métal.
In Ah Nana! ltre a Tina Robbins, Florence Cestac, che le è vicina per ironia e scrittura, Chantal Montellier che è invece autrice più drammatica, e l’italiana Cecilia Capuana, che meno ironica le è però molto affine. Due autrici dalla grande mano grafica, con un segno forte e tridimensionale. Cecilia , un poco più giovane, non sente l’influsso degli anni 60, ma crea anche lei un mondo surreale di donne e bambine, ed entrambe esprimono anche una libera sessualità.
Ecco una recente pubblicazione (portoghese!) dei lavori di Capuana:
sfogliando…
Le affinità sono abbastanza evidenti, e così le differenze, forse la memoria di una classicità italiana…
La libertà del corpo della donna, permette a Claveloux di giocare anche col corpo dell’uomo
Parallelamente lavora molto per bambini, eppure i suoi bambini sono esplosivi, anche cattivi, furbi, ritratti della goffaggine degli adulti, e sempre pronti a esplorare.
Termino con una scelta personale… ormai ti ho dato gli elementi essenziali, puoi venirci ad ascoltare a Bologna, o a guardarla. Puoi scoprirla nel suo sito o leggere La mano verde, per questo ti lascio con la mia storia preferita (io la leggevo nei libri e nei giornali a fine 70 e inizio 80…) : Morte saison, e – in particolare – una sotto-storia che scorreva lungo la storia grande di umani: due lumache di mare ci spiegano l’orrore dell’amore e del non amore.
E come sempre, in finale vi ricordo la mia diretta, questa volta della scorsa settimana.
Molto raffreddata e tossicchiante, perciò non sono andata a Pordenone per la bella mostra di Silver, su Lupo Alberto… ma c’è tempo per recuperare.
E così ho potuto raccontarvi un po’ di cose, dopo Lucca.
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e





















La conoscevate?